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..... L’A.I.D.I.
nasce da privati che un giorno si rendono conto che anche la forza
del singolo può servire a qualcosa.Nel ’98 viene realizzata
la prima iniziativa.
Vengono
consegnati pacchi di natale a più di 40 famiglie che vivono in
Arezzo al limite dell’indigenza. Papà Natale consegna i
regali ai bambini, vengono distribuiti viveri e vestiti, ed già
una piccola vittoria.
Nel
periodo dopo il Natale si presenta la vicenda del bambino Mario, il
piccolo albanese che aveva urgente bisogno di un operazione al rene.
Viene
fondato anche un comitato in cui l’A.I.D.I prende parte, e
facendosi carico di tutte le spese ospedaliere l’A.I.D.I. firma una
dichiarazione per l’Ambasciata di Tirana che permetterà a
Mario ed alla sua mamma di venire in Italia. Dopo un po’ di
peripezie si riesce ad ottenere gratuite le spese mediche
dall’ospedale, ma l’A.I.D.I. continua a raccogliere fondi per
Mario e la sua mamma.
Il
bimbo viene operato con successo, e tutto quello che è stato
raccolto, circa L1.500.000 viene versato in un libretto a favore di
Mario e la famiglia.
Intanto
scoppia la guerra in Kosovo, ed anche qui L’A.I.D.I si vuole
muovere.Intanto continua a sostenere materialmente le famiglie che
dal Natale sono state tra virgolette un po’ adottate, e che hanno
bisogno d’aiuto.
L’A.I.D.I.
si mette in contatto con il C.I.S.D. di Milano il comitato sostegno
a distanza, e continuando a fare campagne per raccogliere fondi,
riesce ad adottare sei bambini Kosovari ospiti di famiglie Albanesi.
Nel
dicembre 1999 l’.A.I.D.I. riesce a realizzare nuovamente
l’iniziativa di far passare un Natale migliore a più di 30
famiglie, a cui manca davvero tutto, dai pannolini per le loro
creature, ad un piatto di pasta per cenare.
Sono
famiglie Rumene, Argentine,Albanesi ed Italiane.
Famiglie
disagiate, dimenticate, ma che gridano al mondo che anche i loro
figli hanno diritto alla vita.
La
raccolta prosegue perchè di fatto le famiglie da noi assistite
hanno tanti bisogni, e ci impegnamo a raccogliere viveri, vestiti,
carrozzine, pannolini, tutto quello che può servire per dare
un aiuto vero e concreto a chi davvero non ha nulla.
In
Gennaio 2001 abbiamo iniziato in maniera continuativa il progetto del
reparto del “ Dr. Sorriso”, progetto che abbiamo portato avanti
per due anni. . Tutto
questo non è assolutamente finanziato da nessuno ed è
per questo che siamo costretti a rivolgerci ai privati confidando nel
buon cuore di chi può dare una mano.
Il nostro appuntamento con la grande spesa per Natale e Pasqua và
avanti ogni anno, tutti gli anni, e si associa alla distribuzione
alimentare che facciamo ogni mese per i nostri assistiti.
Siamo
sempre disposti a dare un aiuto, e come avrete visto spaziamo in più
situazioni, per questo e per la nostra voglia di fare del bene, diamo
la nostra disponibilita’ in qualsiasi situazione vorrete
segnalarci, ove necessiti un appoggio ed un aiuto concreto.
Adesso
sistematicamente provvediamo a raccogliere viveri e vestiari per i
bambini che assistiamo da ormai quasi sette anni. Abbiamo partecipato
all’acquisto di una bilancia pesa-neonati prematuri da donare al
reparto pediatrico di Arezzo, in collaborazione con il Comitato
Aretino Permanente di Neonatologia. Abbiamo dato il nostro contributo
con £ 700.000, cercando di supportare un’iniziativa, a nostro
avviso, della massima importanza.
Nel
2001 abbiamo istituito presso la scuola elementare “ Pio Borri”
III circolo, un doposcuola
didattico-ricreativo,
totalmente gratuito, peri bambini in difficoltà, aiutandoli
nella fase delll’apprendimento e della socializzazione. Questo
progetto siamo riusciti a portarlo avanti solo un anno, poiché
mancavano i volontari che potessero darci una mano con i ragazzi.
Siamo
intervenuti nella situazione di Chita Grippaldi, una signora malata
che vive con 420 euro di pensione al mese, e deve pagare 400 euro di
affitto.La beffa del destino ha voluto che una volta che siamo
riusciti a trovarle una sistemazione abitativa e lavorativa, la sig.
ra ha subito un gravissimo incidente ( è stata travolta da una
moto) ed è tutt’ora ricoverata all’ospedale in pessime
condizioni.
Il
Presidente dell’A.I.D.I. continua a portare la sua opera
d’assistenza a questa donna sola, e gravemente malata.
Come
linea di condotta abbiamo voluto dare la precedenza a situazioni più
difficili, come garantire, ogni mese, tutti i giorni dell’anno la
spesa per i bimbi da noi seguiti.
Continuiamo
a raccogliere fondi per comprare alimenti alle famiglie da noi
assistite, che vivono in condizioni di estrema precarietà.
Sembra strano, ma anche nella nostra benestante città c’è
chi davvero soffre la fame, ci sono creature che non possono essere
svezzate, perchè le madri non hanno i soldi per far fronte al
loro sostentamento. Abbiamo bisogno della solidarietà di tutti
voi, abbiamo bisogno del vostro amore per compiere gesti d’amore.
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